Run the ran

Run the RAN

Run the RAN, Denominazione visiva rapida

Gruppo DSA IRCCS Stella Maris

Scopo: Velocità di denominazione
Scolarità: Infanzia e primaria
Ran Run The Ran è finalizzato al potenziamento dei processi di denominazione rapida reputati importanti per l’acquisizione della lettura sia nello sviluppo tipico che nella Dislessia Evolutiva (DE). In particolare è finalizzato a velocizzare il recupero sequenziale delle etichette fonologiche corrispondenti a diversi stimoli visivi. Dopo più di 40 anni di studi, la letteratura scientifica è ormai concorde nel dimostrare che i disturbi di lettura si associano in modo significativo ad un deficit di rapidità in compiti di denominazione di figure poste in matrici e che la velocità nei compiti di RAN predice le abilità di lettura nel bambino con sviluppo tipico. L’attività del bambino consiste quindi nel denominare sempre più velocemente ad alta voce tutti gli stimoli visivi (colori e figure) presentati in matrici, corrispondenti a parole di differente struttura tipologia, frequenza d’uso e lunghezza. Le figure, appositamente create in bianco e nero, sono inserite in librerie divise per tipologia di stimolo per un totale di 400 figure.

Cosa è

ico-cosa L' esercizio di RAN (Rapid Automatized Naming) prevede la denominazione temporizzata di stimoli sequenziali. L’attività del bambino consiste, quindi, nel denominare sempre più velocemente ad alta voce tutti gli stimoli visivi (colori e figure) presentati in matrici, corrispondenti a parole di differente struttura sillabica, frequenza d’uso e lunghezza. Le figure, appositamente create in bianco e nero, sono inserite in librerie divise per tipologia di stimolo, per un totale di 400 figure.

Per chi

per chi Il software è rivolto a pazienti con Dislessia Evolutiva con deficit di rapidità e quindi nell'automatizzazione della decodifica a voce alta del testo, bambini in età prescolare a rischio di difficoltà di letto-scrittura (ad esempio bambini con disturbi del linguaggio) e bambini con altri tipi di DSA, o disabilità, per i quali si riconosca la necessità di migliorare le capacità di integrazione visuo-verbale rapida e automatica (es. Mazzocco e Grimm, 2013)

Riferimenti Scientifici

area di riferimentoDopo più di 40 anni di studi, la letteratura scientifica è ormai concorde nel dimostrare che i disturbi di lettura si associano in modo significativo ad un deficit di rapidità in compiti di denominazione di figure poste in matrici e che la velocità nei compiti di RAN predice le abilità di lettura nel bambino con sviluppo tipico (Di Filippo e coll., 2005, Brizzolara e coll., 2006, Chilosi e coll., 2009, Pecini e coll., 2011, Zoccolotti e coll., 2013; Kirby e coll., 2010, Landerl e coll., 2013, Georgiu e coll., 2013). Misurare le capacità di denominazione rapida rappresenta, quindi, un utile strumento per l’inquadramento diagnostico dei disturbi evolutivi di lettura e per l’individuazione precoce dei casi a rischio di DE per i quali può essere utile un potenziamento dei processi di integrazione visuo-verbale rapida; inoltre un intervento riabilitativo sulla denominazione visiva rapida appare indispensabile per agire in modo restitutivo sulla fluenza di decodifica del testo.

Obiettivo

come funziona Il modulo software è finalizzato al potenziamento dei processi di denominazione rapida reputati importanti per l’acquisizione della lettura sia nello sviluppo tipico che nella Dislessia Evolutiva (DE). In particolare è finalizzato a velocizzare il recupero sequenziale delle etichette fonologiche corrispondenti a diversi stimoli visivi.

Strategie adottate nelle sessioni di Riabilitazione

trattamentoCome negli esercizi finalizzati all’incremento della fluenza di decodifica, il Run the RAN ha come fattore cardine il tempo di presentazione degli stimoli, portando progressivamente il bambino ad incrementare, data una buona accuratezza, la velocità di denominazione degli stessi. Al fine di generalizzare i miglioramenti dalla velocità di denominazione di singoli stimoli alla lettura di testi, gli stimoli vengono presentati in matrici che richiedono l’esplorazione da sinistra a destra, come nella lettura di un testo, aiutando il bambino ad automatizzare anche questo processo di scansione visiva e pianificazione dei movimenti oculari (e quindi del focus attentivo). Infatti, i fattori su cui lavora Run the RAN, tramite la gestione dei parametri, sono molteplici e tendono a coprire le principali componenti di attenzione, ricerca visiva e accesso lessicale, richiesti sia dal RAN che dalla lettura. L’impostazione dei parametri, che avviene attraverso l’autoadattività o manualmente, ha lo scopo di “scomporre” la complessità del compito di denominazione visiva rapida al fine di esercitare, in funzione del singolo profilo, i processi più difficoltosi per un dato bambino, pur, “ri-assemblando” di volta in volta il compito per verificare/esercitare il compito di RAN nella sua totale complessità ed autonomia. Ad esempio, oltre al tempo, che è un parametro cruciale inserito nel processo di autoadattività, la modalità di presentazione degli stimoli viene variamente alternata al fine esercitare a livelli crescenti di difficoltà i processi di base minimo comune denominatore del RAN e della lettura (scansione e attenzione visiva, pianificazione, accesso rapido al lessico), fino ad arrivare all’abilità "ecologica" della denominazione autonoma con tutti gli stimoli presenti senza l’aiuto di una guida che evidenzia lo stimolo da denominare (es. per i vantaggi dalla presentazione multipla rispetto a quella singola si veda Zoccolotti et al.2013). Questa dimensione si interseca con quella, più prettamente visiva, di discriminabilità/ affollamento (crowding) degli stimoli: inserendo il parametro della dimensione, l’esercizio vuole avvicinare il bambino alle caratteristiche visive di un testo che deve essere letto. Inoltre per andare incontro alle diverse età e competenze lessicali, l’esercizio accede a librerie di stimoli che corrispondono a livelli diversi di complessità lessicale e articolatoria.

Efficacia: sperimentazione e dati

Efficacia Sulla base degli studi sperimentali effettuati in ambito internazionale, il team di ricerca scientifica dell’IRCCS Stella Maris lavora in collaborazione con altri gruppi e professionisti privati alla raccolta di dati necessari per definire l’efficienza e l’efficacia di Run The RAN. I primi dati raccolti su un campione di circa 150 bambini di età prescolare e della scuola primaria dimostrano che l’utilizzo sistematico dell’esercizio determina un miglioramento significativo delle velocità di denominazione di figure corrispondenti a parole di diversa lunghezza e complessità indipendentemente dalla classe di appartenenza. La somministrazione di un protocollo di valutazione più approfondito in un sottogruppo del campione suggerisce la ricaduta dell’esercizio di Run the RAN sulla velocità di decodifica (Pecini et al., in corso di preparazione).

Il Ruolo del Clinico

Ruolo del Clinico Il clinico ha una rilevanza essenziale in molteplici aspetti del trattamento:
  • identificare la tipologia di bambini con, o a rischio di, DE che possono beneficiare al massimo di questo tipo di intervento;
  • integrare il trattamento Run the RAN con altri tipi di esercizi finalizzati a consolidare altre componenti neuropsicologiche e linguistiche essenziali per la lettura;
  • istruire e monitorare accuratamente il lavoro del caregiver nello stare accanto al bambino durante l’esercizio quotidiano e nel misurare l’accuratezza della prestazione;
  • favorire la consapevolezza metacognitiva, la motivazione e la compliance del bambino che svolge questo trattamento;
  • infine, sebbene l’autoadattività sollevi in parte il clinico dalla gestione dei parametri durante il trattamento, è essenziale, soprattutto in fase iniziale, che l’operatore calibri i parametri in funzione del profilo individuale del bambino, manipolando l’uno o l’altro in base alle capacità attentive, linguistiche e comportamentali.