Speech

app Speech

SPEECH: Struttura Parole Elicita e Chiacchiera

di Valeria Allamandri, Lucia Ballerini, Elettra Cerruti, Maria Carmela Valente

Scopo: Competenza linguistica espressiva Scolarità: Infanzia e primaria
Speech La riabilitazione dei Disturbi di Linguaggio ha, in questi anni, privilegiato strumenti cartacei o digitali, con struttura poco flessibile, in contrasto con la natura dinamica e generativa del linguaggio. Si è evidenziata la necessità di sviluppare un software, dinamico e flessibile, che possa essere personalizzato e utilizzato in fase riabilitativa e in modo integrato con la famiglia. L’App si rivolge ai professionisti del linguaggio che, in seguito a una valutazione funzionale, elaborano il progetto riabilitativo e impostano giochi e esercizi secondo livelli e i percorsi necessari al raggiungimento degli obiettivi posti.

Cosa è

App Speech cosa èIl target dell’App SPEECH si rivolge alla competenza linguistica espressiva del bambino nei suoi aspetti lessicali, morfosintattici, semantici e pragmatici: dalla parola alla frase nucleare, a frasi ampliate con espansione del nucleo, per poi giungere alla narrazione. L’obiettivo è quello di guidare il bambino, partendo dalla sua competenza lessicale, a comprendere e poi produrre enunciati in strutture via via più complesse, utilizzando immagini e giochi. Il lessico, rappresentato attraverso immagini , è organizzato secondo criteri interni di complessità fonetica e fonologica in modo tale da poter personalizzare la scelta del materiale sulle caratteristiche del disturbo, il livello padroneggiato dal bambino e il suo sviluppo prossimale.

Per chi

per chiL’App è rivolta prevalentemente a bambini in età prescolare che presentano difficoltà o disturbi del linguaggio e della comunicazione. Può essere usata, talvolta, anche con bambini di lingua madre diversa dall’italiano (L2) per i quali l’apprendimento di un’ulteriore lingua richieda un intervento più specifico.

Area di Riferimento

area di riferimentoLe logopediste Valeria Allamandri, Lucia Ballerini, Elettra Cerruti, e Maria Carmela Valente lavorano da numerosi anni in servizi di Neuropsichiatria Infantile, in Scuole dell’infanzia e in Centri Privati, attuando diagnosi e trattamento dei disturbi di linguaggio di bambini in età evolutiva. Negli anni hanno fatto riferimento a diversi Modelli Teorici integrandoli con la loro esperienza. Nell'interazione con i bambini utilizzano un input linguistico responsivo e semplificato: seguono le iniziative del bambino favorendo l’interazione verbale e lo conducono a stimolazioni focalizzate per stimolare nuove parole con giochi il più possibile divertenti e motivanti. Di seguito si espongono brevemente i principali modelli teorici e studi a cui si fa riferimento, seguendo un approccio psicolinguistico.
  • Per la componente FONETICA-FONOLOGICA:
  • si prendono in considerazione gli studi dell’evoluzione del linguaggio (Bortolini, Zmarich, Bonifacio).
    • Per la componente LESSICALE:
    • si fa riferimento al "Il Primo Vocabolario del Bambino": guida all’uso del Questionario MacArthur (Caselli e Casadio)
    • Per la STRUTTURA DELLA FRASE:
    • si segue il Modello teorico della Semantica Generativo-Trasformazionale di Parisi e Antinucci (1973).
    • Il "Modello Valenziale" della grammatica (L. Tesnière; Sabatini), che fa riferimento al Modello teorico della Semantica Generativo-Trasformazionale di Parisi e Antinucci, mette in evidenza la funzione che il predicato assume, per poter completare la propria struttura semantica, legandosi ad altre unità linguistiche. La valenza del verbo ha la proprietà intrinseca, in base al suo significato, di chiamare a sé gli elementi necessari e sufficienti per costruire una frase di senso compiuto che, partendo dalla "frase minima", evolve in strutture più complesse.
    • ll Modello di Ridescrizione Rappresentazionale di Karmiloff-Smith
    • La Teoria Sociointerazionista (Bates, Bruner)
    • Gli studi sull’evoluzione del linguaggio del bambino hanno evidenziato come l’input linguistico e lo stile comunicativo dei genitori abbiano un ruolo cruciale. Una recente metanalisi ha evidenziato come la collaborazione tra logopedista e genitore, si sia rivelata efficace ai fini di un miglioramento delle competenze di linguaggio espressivo e recettivo (Roberts & Kaiser 2011).

Come funziona

come funziona Il percorso di potenziamento inizia dalla valutazione logopedica ​da cui emergono le indicazioni di trattamento sia in studio, sia domiciliare. L’intervento è gestito dallo specialista e si sviluppa attraverso un percorso riabilitativo integrato: sedute di riabilitazione diretta in ambulatorio ed intervento domiciliare, monitorato a distanza attraverso la piattaforma RIDInet. Il logopedista individua gli obiettivi, secondo parametri specifici (fonetici, fonologici, sintattici, lessicali); seleziona il percorso prescelto (fonetico o fonologico); e, infine, sceglie il materiale linguistico per la stimolazione in ambulatorio e per l’allenamento a domicilio.Vengono scelti, in seduta, i giochi e le carte da utilizzare. Si stimola la produzione linguistica attraverso otto principali tipologie di gioco:
  1. Ripetizione​: il bambino ripete (da un minimo di 2 a un massimo di 10 volte) la parola suggerita dalla carta.
  2. Denominazione​: il bambino denomina le carte in giochi tipo Memory, Bomba, Acchiappa le carte uguali.
  3. Esplicitazione​: viene data la possibilità di esplicitare il contenuto della carta frase, guidando il bambino a completare le eventuali parti mancanti dell’enunciato grazie al conflitto cognitivo creato dalle immagini in coppia minima.
  4. Completamento​: il bambino utilizza carte semplici per completare la frase dato il predicato o l’argomento (es. “cammina o canta” per far comparire la mamma che fa una determinata azione).
  5. Costruzione di brevi frasi​: costruisce frasi a due o tre elementi utilizzando immagini singole (predicati, argomenti e modificatori).
  6. Categorizzazione​: il bambino suddivide le carte seguendo criteri di categorizzazione via via più complessi (da classificazioni semantiche fino a giochi metafonologici di categorizzazione sillabica).
  7. Generazione​: il bambino genera nuove frasi utilizzando strutture differenti di supporto in base al predicato scelto.
  8. Narrazione​: il bambino gioca a inventare brevi storie utilizzando le carte disponibili e diversi sfondi.
Il software è autoadattivo relativamente agli aspetti lessicali, fonetici fonologici e morfosintattici.

Efficacia: sperimentazione e dati

Efficacia Dalla letteratura si evince che le abilità sintattiche dei bambini in epoca prescolare correlano positivamente con i successi dei livelli di lettura all'età di otto anni (Scarborough, 1990), inoltre gli interventi riabilitativi attuati in epoca prescolare hanno buoni effetti sulle abilità morfosintattiche (Leonard et al., 2008 – Fey 2014). Il modello semanticista viene riferito come il modello elettivo per l’intervento riabilitativo sul disturbo di linguaggio (Salvadorini 2014). Il lessico utilizzato è stato organizzato secondo criteri di crescente difficoltà interfacciando i livelli fonetico-fonologico (struttura e prosodia) -lessicale (frequenza) -sintattico. Tenendo conto dei quesiti, che la ricerca attuale sullo sviluppo del linguaggio lascia ancora aperti, questo progetto riabilitativo potrebbe essere oggetto di sperimentazione.